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Dati sui lavoratori: nuova raccomandazione dal Consiglio d’Europa del 1° aprile 2015

Il 1° aprile 2015 il Consiglio d’Europa ha formulato una raccomandazione diretta ai 47 Stati membri, sui principi che devono essere applicati dai datori di lavoro a qualsiasi trattamento di dati personali effettuato per motivi di lavoro, sia nel settore pubblico e privato, vedasi il sito del Council of Europe https://wcd.coe.int.

La raccomandazione dispone che i datori di lavoro debbano:

ridurre al minimo il trattamento dei dati personali dei lavoratori, limitandolo ai soli dati strettamente necessari

– prevedere adeguate misure tecniche, organizzative e di sicurezza dei dati

– predisporre revisioni periodiche delle politiche di valutazione del rischio, in termini di Privacy Impact Assessment (PIA).

Le raccomandazioni non sono vincolanti e contengono l’invito a conformarsi ad un certo comportamento, consentendo agli interessati di adire alla Corte di Giustizia dell’Unione Europea in caso di leggi nazionali contrarie ai principi espressi nelle raccomandazioni. 

In attesa di comprendere come questa raccomandazione potrà influenzare il decreto attuativo del Jobs Act in prossima pubblicazione sul tema del controllo a distanza dei lavoratori, può essere utile per le aziende valutare correttamente il proprio rischio.

ADHOC SOLUTIONS è in grado di effettuare un PIA (Privacy Impact Assessment) adeguato alle politiche ed alla struttura di gestione dei dati aziendali relativi al personale, identificando le eventuali azioni correttive/di miglioramento in compliance normativa.

Contattateci per ogni quesito e necessità in merito. http://www.adhocsolutions.it


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SPLIT PAYMENT: ALLARME LIQUIDITA’E ULTIMI CHIARIMENTI DALL’AGENZIA DELLE ENTRATE

ADHOC4DIGITAL

Allarme tra le PMI: “togliete lo split payment o chiudiamo tutti!”.
E’ univoco il grido lanciato dalle maggiori associazioni di categoria dei diversi settori produttivi italiani contro il nuovo meccanismo della “scissione del pagamento”, reo di appesantire la già poco sostenibile crisi di liquidità delle aziende nostrane.
Ma cerchiamo di meglio comprendere la novità introdotta dall’art. 1, comma 629, lettera b), legge n. 190/2014, in tema di “scissione dei pagamenti” (c.d. Split Payment) relativi alla PA.
La Finanziaria 2015 ha definito lo Split Payment quale meccanismo in base al quale l’IVA (a debito) viene versata all’Erario direttamente dall’Ente pubblico destinatario della fattura. Tale meccanismo è valevole per le cessioni di beni/prestazioni di servizi effettuate nei confronti di Enti pubblici che “non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia d’imposta sul valore aggiunto” (si veda il nuovo art. 17-ter, DPR n. 633/72).

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Semplificazione normativa sulla sottoscrizione dei documenti informatici con firma grafometrica. SmartSign è conforme!

Diario di Bordo - il blog di Pc Planet

Alla luce del nuovo quadro normativo, la nostra soluzione di firma, SmartSign si conferma pienamente compliant agli adempimenti del Garante Privacy. Smart Sign è sempre stato conforme e continua ad esserlo anche in considerazione del recente Provvedimento in tema di biometria, pubblicato in G.U. il 12 dicembre 2014.

Il nuovo quadro normativo ha semplificato alcuni adempimenti relativi alla sottoscrizione dei documenti informatici a mezzo firma grafometrica: il Garante ha individuato alcune tipologie di trattamento che, per le specifiche finalità perseguite, presentano un livello ridotto di rischio e non richiedono più la necessità di presentare istanza di verifica preliminare.

Per far chiarezza sui contenuti del nuovo provvedimento, abbiamo preparato un documento che illustra i punti salienti della norma e spiega come SmartSign sia conforme ad essa.

Scarica il documento con l’analisi completa. Clicca qui

Per leggere il Provvedimento del Garante Privacy del 12 novembre 2014 vai a questa pagina

Ci teniamo a ricordare che Pc Planet da…

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Consolidamento probatorio PEC

Il Codice Civile agli artt. 2214 e 2220 prevede l’obbligo di conservazione della corrispondenza commerciale per 10 anni, ivi compresa la posta elettronica e quella certificata.

La maggior parte dei gestori PEC (Aruba, Namirial, Poste etc), offrono certificati di validità triennale: ciò vuol dire che dopo 3 anni i messaggi PEC, se pur tenuti nella web mail, non sono sottoposti a processo di consolidamento probatorio, perdendo opponibilità rispetto ai terzi.

Il consolidamento probatorio si sostanzia nel conservare i messaggi PEC con le caratteristiche di inalterabilità ed immodificabilità legalmente previste, garantite da specifici software e dall’attivazione di opportune procedure.

Le strade per conservare per 10 anni in “consolidamento probatorio” i messaggi PEC sono due:

1) In House: dotandosi di un archiviatore di posta elettronica, configurato secondo gli standard legali e formando internamente un responsabile della conservazione, anche ai fini dell’audit sui dati archiviati;

2) In Outsourcing: affidando il servizio ad un service esterno specializzato, che dispone di un archivio a norma per la conservazione digitale. Attenzione perchè tale archivio deve essere compliant con le nuove regole tecniche di cui al DCPM 3/12/2013. In questo secondo scenario è possibile delegare al service la responsabilità della conservazione digitale, lo svolgimento di tutti gli adempimenti relativi a sicurezza, salvataggio e audit periodico dei dati.

Vi sono servizi compatibili con PEC emesse da qualsiasi certification authority e che consentono di conservare anche messaggi pregressi all’attivazione del servizio (ante 2015).

 ADHOCSOLUTIONS è in grado di supportare i propri Clienti nella scelta e nell’implementazione della soluzione più calzante alle loro esigenze, al fine di attribuire valore probatorio ai messaggi di posta elettronica e PEC.

 Rammento che la PEC ha lo stesso valore legale della raccomandata ar e che, nell’era digitale, è destinata a sostituirla pienamente.


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Fatturazione PA: Split Payment dal 1 gennaio 2015

La Legge di Stabilità 2015 introduce, tra le altre novità nell’ambito del reverse charge, anche lo Split Paymant, cioè una particolare modalità di pagamento dell’IVA relativa alle operazioni effettuate nei confronti della PA.

In particolare si stabilisce che:

«per le cessioni di beni e per le prestazioni di servizi effettuate nei confronti dello Stato, degli organi dello Stato ancorché dotati di personalità giuridica, degli enti pubblici territoriali e dei consorzi tra essi costituiti ai sensi dell’articolo 31 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, e successive modificazioni, delle camere di commercio, industria, artigianato e agricoltura, degli istituti universitari, delle aziende sanitarie locali, degli enti ospedalieri, degli enti pubblici di ricovero e cura aventi prevalente carattere scientifico, degli enti pubblici di assistenza e beneficenza e di quelli di previdenza, per i quali i suddetti cessionari o committenti non sono debitori d’imposta ai sensi delle disposizioni in materia di imposta sul valore aggiunto, l’imposta è in ogni caso versata dai medesimi secondo modalità e termini fissati con decreto del Ministro dell’economia e delle finanze».

Con l’intento di contrastare l’evasione dell’IVA in sede di riscossione, è previsto che tali soggetti pubblici saranno tenuti  a versare l’IVA agli stessi addebitata direttamente all’Erario e non al fornitore, entro termini e con modalità che saranno stabiliti da un apposito Decreto.

Lo Split Payment non può essere quindi applicato per gli acquisti di beni e le prestazioni di servizi soggetti al reverse charge; ne è esclusa altresì l’applicazione da parte dei lavoratori autonomi che prestano servizi assoggettati a ritenuta alla fonte “a titolo d’imposta sul reddito”.

L’art. 1, comma 632, Finanziaria 2015 prevede che lo Split Payment trova “comunque applicazione per le operazioni per le quali l’imposta sul valore aggiunto è esigibile a partire dal 1° gennaio 2015”, nonostante non vi sia ancora alcune specifica autorizzazione da parte dell’UE.

Il nuovo metodo sarà applicato anche alle fatture emesse entro il 31.12.2014 con “IVA ad esigibilità differita”, pagate dall’Ente pubblico dal 1 gennaio 2015. Anche per tali fatture l’IVA non sarà corrisposta al fornitore bensì versata direttamente a favore dell’Erario da parte dell’Ente pubblico.

Operativamente, quindi:

– il fornitore emette la fattura nei confronti della PA, addebitando l’IVA a titolo di rivalsa ex art. 18, DPR n. 633/72;

– il cliente (PA) “splitta” il pagamento in due, ossia:

a) versa al fornitore il corrispettivo della cessione di beni / prestazione di servizi (senza IVA);

b) versa all’Erario l’IVA.

– L’IVA all’atto del pagamento della fattura non concorre alla determinazione del saldo della liquidazione periodica in capo al fornitore, in quanto il relativo versamento è effettuato direttamente all’Erario da parte dell’Ente pubblico.

Ai fornitori cui si applica lo Split Payment è  riconosciuto il rimborso del credito IVA “in via prioritaria”, limitatamente al credito rimborsabile relativo a tali operazioni. A tal fine il MEF dovrà modificare l’apposito DM previsto in tema di rimborso del credito IVA dall’art. 38-bis, comma 10, DPR n. 633/72.


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Codice Italiano dei Pagamenti Responsabili

Nasce a marzo 2014 il CPR, Codice Italiano dei Pagamenti Responsabili.

Sono già molte le imprese che negli ultimi mesi hanno deciso di aderire al primo Codice in Italia dedicato specificamente al tema della regolarità nei pagamenti.

http://www.pagamentiresponsabili.it/aziende-aderenti/